Bibliografia

“L’educazione del cane e del suo proprietario” A. Capra D.Robotti

“L’educazione del cane e del suo proprietario” A. Capra D.Robotti

Consigliato da Caterina Tosi.

Editore: Edagricole-New Business Media Anno edizione: 2018

educaz-cane” L’educazione del cane e del suo proprietario” non è solo un libro con bellissime fotografie, ma anche una guida pratica (con suggerimenti ed esercizi) che mostra un punto di vista diverso sull’educazione del cane: “l’allievo non è solo il cane, ma sono soprattutto le persone che hanno scelto di condividere la propria vita con un cane. […] Educare un cane significa infatti capire il suo comportamento e la sua personalità, gestirlo nel modo corretto e dargli gli strumenti per vivere con noi senza subire o causare conflitti partendo dall’assunto che è un individuo da conoscere, rispettare e da amare anche quando è impegnativo, è faticoso, è difficile.” 

Ho scelto di presentare questo libro perché spiega in modo molto semplice e chiaro quello che ho imparato nella mia carriera di educatore cinofilo ma soprattutto come proprietaria di 4 cani (e un gatto) con diverse personalità, caratteristiche, pregi e difetti.

Ho spostato l’attenzione da voler di modificare il “comportamento sbagliato” a cercare di capire il perché di quel comportamento, quindi di non focalizzami sulla cura del sintomo ma sulle cause che lo provocano. Un po’ come quando hai mal di testa: puoi prendere un antidolorifico o indagare e magari scoprire che c’è una fuga di monossido…

È stata una folgorazione che mi ha permesso di trovare delle soluzioni “lavorando al problema fuori dal problema (cit.)”

Uno dei miei cani, Gea, è una bracchetta rescue che ho adottato quando aveva 9 mesi. Era stata maltrattata, rinchiusa a oltranza in gabbia, educata con collare elettrico e poi abbandonata. Quando è arrivata da me soffriva di ansia da separazione, aveva paura di tutto (rumori, persone, spazi chiusi) e le sue manifestazioni erano soprattutto la fuga e la distruzione. Il percorso che ho seguito con lei non è stato cercare di abituarla poco alla volta alle situazioni che la

mettevano in difficoltà, ma invece di lavorare sulla sua autostima attraverso attività, congeniali con la sua natura, che le permettessero di essere vincente e sulla fiducia in me, accettando le sue paure e facendomene carico: hai paura di quella persona? Non potrà mai raggiungerti e toccarti, ci sarò sempre io a farti da scudo! Per Gea il guinzaglio ora è uno spazio sicuro, una bolla in cui nessuno può farle del male. Non ho cambiato il mio cane, è e rimarrà sempre un cane insicuro e preoccupato, ma abbiamo trovato degli strumenti che ci hanno permesso di vivere bene, di prevenire e minimizzare le situazioni avverse.

E soprattutto è cambiata per me la percezione dei problemi: certamente è seccante se scopro che Gea mi ha mangiato una scarpa mentre era a casa da sola, ma i miei pensieri, invece che volerla uccidere, sono prima di tutto empatia nei confronti del cane, che si è trovata a non riuscire a gestire la paura (cosa lo ha causato? Posso prevenirlo in futuro?) e poi che non avrei dovuto lasciare le scarpe a portata di denti

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