Agility

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A come… AGILITY, appunto!
Per chi non lo sapesse, brevissimo excursus storico (tratto da Wikipedia che ne dà una buona descrizione, concisa ma completa): “L’agility nasce in Inghilterra nel 1978 come intrattenimento al Crufts, lo show canino più importante del mondo.
Il Sig. Varley fu incaricato di organizzare un evento nuovo che unisse l’obbedienza all’agilità del cane e che divertisse gli spettatori durante le pause della manifestazione.
Varley chiese aiuto ad uno degli addestratori di cani più famosi del regno Unito, il Sig. Peter Maenwell , ed insieme idearono un percorso ad ostacoli che somigliava molto a quelli delle competizioni equestri. Già dall’anno successivo molti centri di addestramento inglesi proponevano corsi di agility dog.
– Nel 1980 Il Kennel Club riconobbe l’agility dog come sport e stese il primo regolamento.
– Nel 1983 nel Regno Unito nacque il primo club nazionale di agility dog chiamato Voice.
– Nel 1987 vi fu la prima gara per i cani di piccola taglia, fino ad allora non molto considerati.
– Nel 1988 l’agility approda in Italia e nel 1989 vennero organizzati stage a Rivoli (TO) dal GARU (Gruppo Amici Razze Utilità) tenuti dall’inglese Peter Lewis e dal francese Garcia.
– Nel 1990 l’ENCI decise di stilare un regolamento italiano sull’impronta di quello internazionale dell’FCI, e nel medesimo anno iniziarono anche in Italia le prime competizioni”.

Questa premessa era doverosa in quanto un po’ di storia fa capire quanto questa disciplina sportiva sia ancora relativamente giovane in Europa, ma soprattutto in Italia: questo comporta una continua evoluzione.
Ma arriviamo a noi.
Cosa spinge un proprietario di un cane ad iniziare un corso di agility dog?
Da istruttore mi sono resa conto che le ragioni sono molteplici: c’e’ chi vuole semplicemente passare del tempo all’aria aperta con il proprio cane, c’è chi vuole fare divertire il proprio amico tenendolo in forma e chi invece aspira a diventare un agonista e a creare il binomio perfetto. Infatti, in agility, non si parla di singolo concorrente, bensì di “binomio”: sono l’affiatamento e la buona armonia tra uomo e cane che portano all’intesa perfetta.
Questa disciplina deve essere intesa come uno sport di squadra, dove cane e conduttore si fondono in un unico essere.

Utilizzerò un metodo che permetta di ottenere successo senza forza, relazione senza dominanza ed armonia senza coercizione.
I cani addestrati con questa tipologia di metodo risultano essere più educati, ma soprattutto più collaborativi nei confronti del proprio conduttore. L’agility può fortificare il rapporto di stima, rispetto e fiducia necessari per creare la relazione ottimale.

Dopo anni di esperienza in questo campo posso dire che questo sport è il mezzo ideale per dare al proprio amico a quattro zampe l’equilibrio necessario per una corretta crescita psicofisica.
E’ una disciplina che coinvolge totalmente cane e conduttore. La comprensione, la collaborazione e l’intesa giocosa devono essere i cardini di questo sport.
Inoltre, attraverso l’agility, può aumentare quell’attaccamento profondo del cane verso il padrone, che diventa in questo caso anche un compagno di gioco.
Questo sport può aiutare a trasmettere al nostro amico a quattro zampe la felicità che deriva dal far qualcosa assieme e la possibilità di fargli capire che lui è parte della famiglia, del suo branco.

– I lavori sul cucciolo: autocontrollo e sblocco sul gioco

– Focus

– lavoro sui paletti

– costruzione del salti, lavoro stecche a terra, indipendenza, direzionali relativi e assoluti, out, lavore dell’8 per i salti ad esse, cavvalletti e griglie, compressioni, tempo di progressioni e altezze

– tecniche di conduzione di base

– ostacoli con zone di contatto: passerella, palizzata e bascula

– slalom, tubi, gomma